L’ Ice Hotel svedese: scopriamolo con uno dei protagonisti

A nord del circolo polare artico, vicino a Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, è situato uno degli hotel più artistici e particolari del mondo: l’Ice Hotel di Jukkasjarvi.

L’hotel di ghiaccio più grande del mondo è interamente realizzato con blocchi estratti dalle acque del vicino fiume Torne e ad ogni inizio inverno artisti e scultori provenienti da ogni parte del globo si ritrovano qui in terra lappone per ridare vita e regalare una nuova veste a questa sorprendente struttura che risorge dopo il suo scioglimento primaverile.

Uno dei protagonisti dell’Ice Hotel svedese è Maurizio Perron, scultore valdostano che oramai da parecchi anni è entrato a far parte del team dedito a realizzare questo ambizioso progetto. Quindi chi meglio di lui può parlarci dell’Ice Hotel, dalla sua realizzazione fino ai retroscena legati al soggiorno nelle camere di ghiaccio.

Sig. Perron, come e quando è iniziata la sua collaborazione con l’Ice Hotel?

La mia carriera di scultore inizia con la conoscenza e la lavorazione del legno. Poco dopo scopro la neve ed il ghiaccio come elementi da plasmare. Per svariati anni ho inviato il mio progetto,tentando di essere selezionato dall’ Ice Hotel, ma essere scelti su circa 200 progetti non è facile. Infatti la mia prima selezione arriva solo nel 2007, quando realizzo la suite “coming out”, ancora oggi una delle mie più vivide esperienze. 

Da quell’anno ho realizzato 4 suites, 2 bar, 2 luxury suites e svariati progetti estivi in legno e cemento.

 

ice hotel bar
 

Quali suite e ambienti di ghiaccio avete realizzato per la stagione 2018/2019 e a cosa si ispirano?

Quest’anno ho lavorato con una stylist Olandese, Marjolein Vonk, progettando insieme la Reception e la Main Hall  “Catch Up”.

Si ispirano al “mare di plastica” purtroppo presente nei nostri oceani.  Per sensibilizzare sul tema abbiamo realizzato una “Rete” che avvolge appunto la reception e le colonne in ghiaccio della Main Hall. Questa rete per fortuna a maggio si scioglierà insieme a tutto il resto dell’hotel.

 

Quanto è rimasto in Lapponia per i lavori?

Circa 3 settimane, lavorando una media di 10 ore al giorno a temperature costantemente sotto lo zero. La costruzione di un hotel di questo tipo richiede un estrema attenzione e soprattutto una grande energia viste le condizioni climatiche.

 

Che temperatura costante bisogna mantenere affinché tutto rimanga intatto?

All’interno dell’hotel c’è una temperatura che varia dai 5 agli 8 gradi sotto zero, quando fuori ce ne possono essere anche 40 sotto zero. La neve con cui sono costruite le pareti isola l’interno e rende possibile il soggiorno.

Anche voi artisti alloggiate nelle suite di ghiaccio? 

Si, l’ultima notte della nostra permanenze, la notte prima dell’apertura ufficiale, possiamo “inaugurare” la suite. Le altre notti abbiamo dei bungalows riscaldati. Visto che siamo li per lavoro abbiamo esigenze diverse dai turisti.

 

camera ice hotel
 

Può descrivere l’esperienza di alloggiare in un hotel di ghiaccio?

E’ una bellissima esperienza, soprattutto dopo aver creata e pensato la camera. E non è così freddo come si potrebbe immaginare.Nel sacco a pelo si sta benissimo.E poi quando si è sdraiati si può ammirare ogni angolino della suite e si può vedere il lavoro immenso che c’è dietro .

scultura ice hotel

Oltre all’Ice Hotel, ha preso parte anche ad altri progetti per altre strutture ricettive?

Si, ho realizzato un altro mio grande sogno che avevo nel cassetto.

Da anni desideravo “importare”  nel mio paese il concetto di una suite unica al mondo dove i turisti possono soggiornare. Si tratta di un piccolissimo ed esclusivo B&B che ha una sola suite interamente progettata e realizzata da me. Durerà 2 anni, e poi la smonterò e la riprogetterò ed avrà un concept completamente diverso. Per quest’anno ho deciso di ispirarmi ad una luxury suite che ho realizzato nel 2016 all’Icehotel e si chiamava “The great Escape”. Si tratta di una stanza che riporta i turisti a quando erano bambini. Al giorno d’oggi qual’è il vero lusso? Avere i rubinetti  d’oro? Posate in argento? Non credo….oggi il vero lusso è avere tempo per se stessi. Chi ha ancora davvero tempo da dedicare a se stesso, come per esempio quando eravamo bimbi e potevamo costruirci uan casa sugli alberi?

Il concept di One Room è proprio questo.

Cosa le piace di più della Lapponia svedese e cosa meno.

Amo praticamente tutto della Lapponia: il clima, il paesaggio, la gente, il ritmo. I lapponi sono come il ghiaccio: un pò “duri” da rompere, ma quando riesci a conquistare la loro fiducia, si sciolgono. Sono amicizie che magari non senti e non vedi per anni, ma poi basta un abbraccio e ti sembra che il tempo non sia mai passato.

Progetti futuri? 

Negli ultimi anni mi sto concentrando sulla land art. IL tema delle mie opere è sempre di più incentrato sull’ambiente e sulla sua salvaguardia. Sto progettando molte nuove installazioni che spero verranno selezionate per poterle realizzare in estate. Io utilizzo esclusivamente materiali naturali ed amo installare le mie opere nella natura più selvaggia,  aspettare lo scorrere delle stagioni, l’evoluzione naturale ed il deterioramento dei materiali. Tutto si evolve , niente è per sempre.

 

Ringrazio il sig. Maurizio Perron per la disponibilità e vi invito ad ammirare i suoi lavori e progetti sul suo sito internet www.skultura.com. Un vero artista con la A maiuscola che oltre a realizzate opere stupende, affronta egregiamente il tema del rispetto e della salvaguardia ambientale.

 


Comments

  1. Elena - viaggiodolceviaggio Rispondi

    Mi è piaciuto molto leggere il racconto della preparazione di un luogo così singolare proprio dalle parole di chi lo ha manualmente costruito! Bellissimo!

    • Nicoletta Rispondi

      Un’occasione unica poter intervistare chi manualmente ha realizzato un vero capolavoro! Grazie Elena

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