Europa,  Svezia,  The Passenger

Non è il solito articolo sull’aurora boreale

Che questo non sia il solito articolo sull’aurora boreale lo si capisce già dalla foto che ho messo in evidenza, quindi non aspettatevi di trovare un lieto fine a questa storia, perchè no, quelli meglio lasciarli alla Disney o se preferite a Federico Moccia. Ma procediamo con ordine…

Prima della partenza

Siamo sinceri, chi parte per un viaggio invernale alla scoperta delle fredde terre del Nord Europa al novanta percento lo fa per avere un incontro ravvicinato con quella che viene definita la  “Signora in verde”, ovvero la tanto inflazionata aurora boreale (Il restante 10% probabilmente è masochista o semplicemente vuole morire assiderato).

Ancora prima di organizzare il viaggio, ti immagini immortalato in una di quelle fotografie che oramai ogni tre per due girano su Instagram, con te intento a saltare come un cretino, sfidando le leggi della gravità, mentre sfoggi un sorriso a 32 denti e sopra di te un cielo che, non è azzurro come a Berlino 2006, ma di un verde talmente intenso che neanche l’Hulk più incazzoso di tutti i tempi.

Al tempo stesso, però, se come me sei consapevole dell’eterna nuvola di Fantozzi che ti accompagna dalla nascita, in cuor tuo sai che potrebbe succedere il peggio, e cioè che il tanto agnogato mantello verde non si palesi proprio, schifando te e la tredicesima che hai investito per quel viaggio.

Anche io, se da una parte ero già pronta a colorare di verde la mia bacheca Instagram, dall’altra ascoltavo quotidianamente la vocina nel mio cervello che mi ricordava che il “mai una gioia” non è solo un meme del web da usare a caso per farsi compatire dal primo che passa, ma una dura e triste realtà.

Ecco quindi che per sfidare l’ infausto destino, ti metti a studiare meteorologia, astrofisica, geografia astronomica e quant’altro per non andar incontro a morte certa ed essere il più possibile preparato sull’argomento: la scelta del luogo migliore, dell’orario migliore, delle condizioni meteo migliori. Insomma se ci fosse una laurea su auroralogia tu la meriteresti a pieni voti. Già perchè la “stronza aurora” è altamente schizzinosa ed occorrono una concomitanza di fattori per vederla che neanche la ricerca del Sacro Graal:

  1. ottime condizioni meteorologiche : il cielo dev’essere terso e contrariamente a quanto spesso viene detto la presenza della luna piena è ininfluente;
  2. forte attività solare : consultabile da vari siti tra cui www.spaceweatherlive.com
  3. fortuna, tanta fortuna ( e qui casca l’asino)

Ad un certo punto delle ricerche, l’illuminazione arriva dalla Lonely : il parco nazionale svedese di Abisko, il luogo dove, testuali parole, è QUASI sicuramente possibile vedere l’aurora boreale. Come a dire: amica se non la vedi qua, sei proprio sfigata.

E allora dall’alto delle tue certezze, prenoti. E per assicurarti di aver più possibilità di trovare bel tempo, non prenoti una notte, ma due, tre, facciamo quattro notti all’Aurora Camp di Kurravaara, nel bel mezzo del nulla, per goderti lo spettacolo direttamente fuori dalla tua camera da letto.

 

Il viaggio della speranza

La prima sera la speranza divampa. Il cielo è tersissimo, si vedono una miriade di stelle e c’è  una luna stupenda, quindi praticamente ti senti già un vincente. Sul lago ghiacciato di Kurravaara, ad una temperatura di -20 gradi, tu e i tuoi compari di (s)ventura (una menzione d’onore alla signora ottantenne arrivata da sola dall’Australia) attendete trepidanti il grande evento, cercando di capire come impostare correttamente lo smartphone e la reflex, mentre la sensibilità delle dita va a farsi benedire nel giro di pochi secondi.

In lontananza si intravede un flebile fascio verde nel cielo, ma nooo, quella non è l’aurora boreale, almeno non è quella vista nei popolari di Instagram. E allora aspetti… finchè sul punto di esserti trasformato in una statua di ghiaccio da esporre all’Ice Hotel, molli la presa, chiudendoti in camera a studiare manuali di fotografia notturna per non farti trovare impreparato il giorno seguente. E ti addormenti con un “Mah si, tanto abbiamo ancora tre notti per vederla”.

Il miracolo di Natale non esiste

Peccato che la storia si ripeterà per le tre notti successive, tra le quali l’ultima, ancor più tragica perchè la vigilia di Natale ( e qui apriamo un altro capitolo sui miracoli di Natale che succedono solo nei film), durante la quale, seppur con cielo nuvoloso, ti spingi a 100 Km di distanza fino ad arrivare all’osservatorio di Abisko, solo per incrociare gli sguardi smarriti di altri come te, tra i quali quelli di un’intero bus di cinesi. E allora un pò ti consoli.

E che dire dell’ultimissimo pomeriggio del giorno di Natale, prima di prendere il treno, quando non vuoi arrenderti e decidi di girarti a piedi, con il naso all’insù, tutti gli angoli più bui e remoti di Kiruna trascinando nella neve il tuo trolley e cercando di ignorare le imprecazioni del tuo irascibile compagno di viaggio?

Tiriamo le somme

Insomma, come avrete capito non ce l’ho fatta a vedere danzare l’aurora boreale e vivere questa magica esperienza. Diciamo che dei fattori elencati sopra, due su tre non si sono presentati: la fortuna e l’attività solare che in quei giorni era pressochè nulla. Ma ancora oggi a volte mi domando se quella stronza, per dispetto, non si fosse palesata nel momento esatto in cui ogni sera chiudevo la porta della mia camera e tornavo a dormire. Ma questo non lo saprò mai.

Quello che so invece è che ho scritto questo articolo non curandomi della SEO ( e infatti non lo leggerà nessuno), ma solo per dedicarlo a quelli che come me non ce l’hanno fatta  e si trovano costretti a fare i conti ogni giorno con quella tanto agognata immagine del tipo che salta ( o peggio dei due innamorati che si baciano) sotto ad uno sfondo verde.

Vi prego abbiate pietà, qui c’è gente che soffre.

 

 

 

 

 

4 Comments

  • Elena

    io l’ho letto, invece! 🙂 e mi spiace tanto che tu, come molti altri, non ce l’abbia fatta… Mannaggia, si sa che non c’è la sicurezza, ma la speranza c’è sempre… E invece… Io non ci sono mai ancora andata così a nord con quell’obiettivo.. Forse perchè sono una maniaca dell’organizzazione e il sapere che molto probabilmente ciò per cui sto per partire non si avvererà non lo sopporterei!

  • Mariarosa frascarolo

    Io invece L’ho vista ma bianca non verde invece nelle foto di macchine fotografiche e non del cellulare come avevo io è risultata verde. Quindi meglio che niente😊comunque io ero in Islanda nel mese di marzo.

    • Nicoletta

      Vero a volte le macchine fotografiche alternano il colore o lo enfatizzano.. comunque mi darò una seconda chance appena posso in Febbraio/Marzo, anche se nel luogo dove ero io, qualche giorno dopo, ne è apparsa una stupenda ( così mi è stato riferito) 🙁 mi sa che che è stata proprio sfiga e basta 🙂

  • Marilu

    Io non perché son cattiva, ho riso in tutto l’articolo Nico 🤣Mannaggia, devi partire con uno spirito positivo, non col mai una gioia… poi mal che vada avrai dilapidato la tredicesima per qualcosa di intelligente😎anno prossimo opterei per il mare!

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