WEEKEND A BUCAREST: NE VALE LA PENA?

Bucarest solitamente un po’ per pregiudizio, un po’ per scarsa conoscenza di quella parte d’Europa così poco approfondita persino nei testi scolastici, è una capitale europea che si tende a non considerare come meta turistica. O almeno fino a poco tempo fa.. già perchè in quest’ ultimo periodo, complici i numerosi voli low cost e la voglia di scoprire nuovi orizzonti, qualcosa, per fortuna nostra, ma soprattutto loro, sta cambiando.

Ammetto che anche io probabilmente l’avrei snobbata se quella sera non avessi deciso di imbarcarmi nell’avventura del viaggio a sorpresa con Flykube –  di cui vi parlerò nei prossimi articoli – che aveva in serbo per me proprio un weekend nella capitale rumena.

VISITARE BUCAREST: NE VALE LA PENA?

Direi proprio di sì.

Allora chiariamo subito che Bucarest non è la classica città dalla quale rimarrete subito folgorati per la sua bellezza, ma nemmeno uno di quei posti in cui spedireste quello che vi ha spoilerato il finale del Trono di Spade.

Diciamo che nella mia personale classifica si colloca tra le città che definisco “simpatiche” , ovvero quelle da vedere almeno una volta nella vita e pure economiche.   Insomma, se il vostro conto corrente piange sangue, ma non volete rinunciare a fare l’ennesima instagram stories “Flying to…” inquadrando l’ala dell’aereo Ryanair, ecco che Bucarest vi viene in soccorso… anzi scegliendola potreste addirittura risultare “quelli alternativi”.

UNA CAPITALE IN BILICO TRA PASSATO E PRESENTE

La città è caratterizzata da un alternarsi di edifici eleganti, alcuni recentemente restaurati, ed altri piuttosto fatiscenti dando vita ad una mescolanza di stili ( sia architettonici che di vita) che difficilmente troverete da un’altra parte. Inevitabile quindi, durante il percorso, imbattervi in zone piuttosto degradate che portano ancora i segni visibili dei fantasmi della storia appena trascorsa.

Nonostante ciò, percorrendo queste strade, non ho mai avvertito la sensazione di trovarmi in zone malfamate o pericolose, piuttosto sono state per me stimolo a volerne sapere di più sul passato piuttosto travagliato di questo Paese che oggi dà l’impressione di essere in fase di risollevamento.

Il mio consiglio spassionato ( che comunque vale per ogni destinazione) è quello di documentarvi sulla storia della Romania ed approfondire altre questioni da noi arrivate solo marginalmente ( cito ad esempio la storia dei bambini dei tombini di Bucarest) prima del vostro arrivo: riuscirete a cogliere tutti gli aspetti e le contraddizioni di questo luogo e a vedere con occhi diversi tutto quello che vi circonda.

PUNTI DI FORZA

economica, giovane, ricca di zone verdi e di storia, buon cibo, facile da visitare a piedi

NOTE DOLENTI

molti quartieri ancora da riqualificare, alcune zone con rifiuti abbandonati

DUE GIORNI BASTANO?

Il centro della città non è molto esteso e i principali punti di interesse sono facilmente raggiungibili in un percorso a piedi. Personalmente sui tre giorni a disposizione, io ho scelto di dedicarne due alla scoperta del centro città e uno per una veloce “scappatella” in Transilvania… ma questa è un’altra storia…

COSA NON PERDERE A BUCAREST

IL PARLAMENTO DI BUCAREST

Dopo il Pentagono questo è il secondo edificio più grande al mondo, quindi una visita, anche solo dall’esterno per rendersi conto della sua imponenza direi che è d’ obbligo. Fortemente voluto dal dittatore Ceausescu, questa folle costruzione composta da 1100 stanze e 20 km di cunicoli sotterranei, vanta un altro primato ossia quella di essere l’attrazione più visitata di tutta la Romania.

La Casa della Repubblica è oggi il simbolo della città, ma quello che rappresenta è ancora una ferita aperta per il popolo rumeno. Difatti, mentre la popolazione veniva affamata e costretta alla miseria dalle folli politiche di Ceausescu, lo stesso dittatore investiva miliardi per la realizzazione di questa colossale opera la quale rappresentava nient’altro che la megalomania del suo committente.

Il costo di questo progetto, realizzato interamente con materiali provenienti dalla Romania, azzerò di fatto tutti i capitali a disposizione del governo. Ad oggi non si hanno delle cifre precise, ma si stima che l’investimento totale fu di circa 3 miliardi di euro.

Purtroppo non sono riuscita a visitare l’interno del Parlamento, poiché avendo scoperto la destinazione soli due giorni prima della partenza, non ho potuto prenotare il tour. La visita guidata, infatti, va riservata con largo anticipo, contattando direttamente l’ufficio preposto dal sito del Parlamento oppure chiamando il num 0040 733 558 102.

L’ATENEO ROMANO

E’ sicuramente l’attrattiva di Bucarest che maggiormente mi ha colpito.

Non tanto per l’aspetto esteriore di stile neoclassico, ma per i suoi interni. L’ateneo romano ospita infatti una stupenda sala per concerti amabilmente decorata da un bellissimo affresco che circonda tutta la sua cupola e che racconta i momenti principali della storia della Romania.

Non è da meno l’atrio dell’edificio : elegantissime colonne e scalinate di marmo vi condurranno alla platea e alle logge dell’auditorium. L’ Ateneo è anche sede dell’orchestra filarmonica George Enescu, uno dei violinisti nonchè compositori rumeni più famosi al mondo e del festival annuale internazionale di musica George Enescu.

Spendete pochi spiccioli rumeni per ammirare la maestosità e l’eleganza della sala concedendovi qualche minuto comodamente seduti sulle poltroncine delle logge al piano superiore. Non rimarrete di certo delusi.

IL QUARTIERE LIPSCANI

Questo quartiere è il cuore pulsante della città ed anche la risposta al perchè Bucarest viene definita la piccola Parigi.  Tra le sue strette viuzze, contrapposte ai larghi viali sovietici del resto della città, circondati da edifici che appunto ricordano dal punto di vista architettonico la capitale francese, si concentra tutta la movida della capitale.

Un mix di moderno ed antico nel quale locali, ristoranti e negozi la fanno da padrone senza tuttavia snaturare il vero e proprio centro storico di Bucarest che oggi è un’unica, grande, isola pedonale.

Lipscani, così chiamato perché all’epoca molti mercanti provenivano da Lipsia per vendere le loro merci, è uno di quei quartieri che si è salvato dal piano di demolizione messo in atto durante il periodo comunista.

Durante questo lasso di tempo, al posto delle botteghe artigiane e dei magazzini, sorgevano i cosiddetti Banco dei Pegni , dove i cittadini potevano acquistare le pochi merci che provenivano dell’Occidente.

In tempi più recenti, grazie alla sua riqualifica, il quartiere è tornato ad essere il fulcro commerciale della città e il luogo dove turisti e cittadini vengono a trascorrere il loro tempo libero o a godersi la famosa Lipscani by night, quando i locali si trasformano in vere e proprie discoteche.

A Lipscani sorge anche la libreria più instagrammabile del momento, la Cartulesti Carusel ospitata nell’omonimo edificio storico risalente al 19esimo secolo. Anche qui ritroviamo un piacevole incontro tra il design moderno e l’architettura classica.

LE CHIESE ORTODOSSE

Se siete in crisi mistica, visitare Bucarest può riportarvi sulla retta via.

Le chiese sparse per la città sono infatti numerosissime, ma come si può facilmente intuire la maggioranza sono ortodosse. Fuori abbastanza semplici e riconoscibili per la classica struttura con chiostro (molti finemente decorati), dentro un tripudio di oro e icone ad incorniciare la zona centrale.

Una della più famose e visitate è quella del Monastero di Stravropoleos, in zona Lipscani.

La chiesa spicca per il suo stile detto Brancoveanu che si sviluppò durante il regno dell’omonimo principe. Splendidi affreschi raffiguranti scene bibliche decorano i suoi interni, mentre notevole è il suo chiostro esterno, un luogo di pace e silenzio, circondato dalla bellezza delle sue decorazioni.

LA LOCANDA HANUL MANUC

Sempre nel centro di Bucarest sorge il più antico albergo della capitale rumena che ha ospitato diversi avvenimenti storici importanti per la storia della Romania.

L’edificio ha una facciata principale che guarda alla moderna piazza Piata Unirii , mentre per accedere al suo ampio cortile, sul quale si affacciano bellissime balconate in legno, è necessario entrare dal retro nei pressi della Curtea Veche, l’antica corte principesca, dimora del famoso Conte Vlad.  Oggi Hanul Manuc ospita oltre all’albergo, anche un ristorante e diversi negozi.

Non mancate di dare una lettura alla targa appesa poco prima del portone di accesso sul retro: vi svelerà che Bucarest è stata la prima capitale europea ad avere l’illuminazione stradale a gas di carbone.

IL RISTORANTE CARU CU’ BERE

A pochi passi dalla chiesa di Stravropoleos è situato il più antico ristorante di Bucarest : il Caru ‘ cu bere. Inaugurato nel 1879 in una vecchia locanda di Calea Victorieri e trasferitosi in questa strada dopo 20 anni, oggi è una vera e propria istituzione della città. Impossibile quindi non dedicargli una visita anche solo per vedere i bellissimi interni art nouveau abilmente mixati all’arte gotica.

Confesso che appena entrata sono stata travolta da un’ atmosfera d’altri tempi: arredamento in legno, soffitti a volta decorati, altissime vetrate, pitture murarie, camerieri in abiti tradizionali e musica folkloristica. Poi, seduta al mio tavolo in attesa della cena, ho avuto come l’impressione che il tutto fosse quasi al limite del turistico, poco genuino e spontaneo.

Certo la mole di turisti che passa di lì anche solo per scattare qualche foto non aiuta, tuttavia questi pensieri si dimenticano facilmente gustando le prelibatezze della cucina tradizionale rumena: zuppe, stufati, carne alla griglia, salsicce e birra artigianale.

Se volete mangiare in questo locale, la prenotazione è quasi d’obbligo.

Il mio consiglio è di riservare il tavolo telefonando prima del vostro arrivo in città oppure direttamente in loco il primo giorno della vostra permanenza, perché mediamente i tempi di attesa si aggirano intorno alle due ore.

 

Comments

  1. anna Rispondi

    Devo ammettere che di Bucharest non mi sono innamorata, e difficilmente ci tornerò. Ma il parlamento è davvero uno dei luoghi più incredibili che abbia mai visitato! Completamente folle 🙂
    Ho di granlunga preferito altri posti in Romania, ad esempio Brasov che è davvero un gioiellino.

    • Nicoletta Rispondi

      Peccato non essere riuscita a visitare il Parlamento! A Brasov ho fatto toccato e fuga e sono pienamente d’accordo con te!

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