IL GIRO DEL MONDO IN 10 CANZONI

Come sappiamo il nostro Paese ed il mondo intero stanno attraversando un periodo molto difficile.

Noi tutti siamo coinvolti: le restrizioni alle nostre libertà e agli spostamenti sono momentaneamente necessari per far fronte all’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19  e noi viaggiatori non possiamo fare altro che viaggiare con la mente, in attesa di tempi migliori.

Per fare ciò c’è chi rispolvera le fotografie di viaggi passati, chi fantastica su quelli futuri leggendo e documentandosi su vari blog, e chi come me decide di ascoltare la giusta playlist per attivare l’immaginazione e fare il giro del mondo  semplicemente ascoltando una decina di canzoni che per l’appunto rievocano luoghi e sensazioni lontane.

Quindi, mettetevi comodi, indossate un paio di cuffie e schiacciate play … si parte!

HOTEL CALIFORNIA – EAGLES

Chi non conosce la mitica canzone degli Eagles lanciata nel 1976?

Il brano è uno dei pezzi più famosi della storia della musica recente e rievoca le atmosfere tipicamente californiane (il vento tra i capelli, un’autostrada buia e deserta e per l’appunto il famoso hotel, simbolo di eccessi e trasgressione)  riviste però in chiave di dissoluzione ed auto distruzione tipiche dell’ambiente rock di quel periodo.

Ma l’Hotel California esiste veramente oppure è stato inventato dalla band ed utilizzato come metafora?

Pare che un omonimo hotel messicano si sia appropriato del mito attorno alla canzone, attirando le ire dei membri del gruppo a suon di querele.

Probabilmente non sapremo mai a che struttura si riferissero gli Eagles o se questa fosse solo il frutto della loro immaginazione.

L’unica cosa che sappiamo per certo è che sulla foto della copertina appare il Beverly Hills Hotel situato su Sunset Boulevard a Los Angeles.

AFRICA – TOTO 

Quattro volte disco di platino, questo singolo inciso nel 1982  è sicuramente la canzone più famosa dei Toto.

Il brano scritto dal tastierista David Paich parla di una storia d’amore sull’Africa in chiave romantica, anche se in realtà Paich non è mai stato personalmente nel continente culla dell’umanità.  Come racconterà lui stesso, la sua idea di Africa è maturata in base ai racconti dei suoi insegnanti durante gli anni della frequentazione alla scuola cattolica. Molti di loro avevano fatto un’esperienza come missionari, ispirando così il tastierista dei Toto nella stesura del testo e della melodia.

Una curiosità: lo scorso anno Max Siedentopf un artista di origine tedesco, nato e cresciuto in Namibia, ha installato un impianto alimentato ad energia solare nel mezzo del deserto namibico più antico del mondo, per far risuonare per l’eternità il celebre brano.

SWEET HOME ALABAMA – LYNYRD SKYNYRD

Torniamo nel Stati Uniti, ma questa volta è ora di esplorare i suggestivi paesaggi del sud. Distese di campi a perdita d’occhio, una fitta vegetazione che avvolge le paludi e un cielo che più blu non si può.

Quello dei Lynyrd Skynyrd è un vero e proprio inno di orgoglio sudista e pare sia stato scritto in risposta ad un paio di brani di Neil Young nei quali questi Stati venivano dipinti in un modo non proprio idilliaco, soprattutto per via del loro passato schiavista.

Non una polemica, sia chiaro, più che altro una voglia di riscatto da quel passato oscuro difficilmente cancellabile. Sicuramente questa canzone però ci facilita nel compito, ponendo l’accento su ciò che di positivo hanno da offrire queste sconfinate terre.

AQUARELA DO BRASIL – ARY BARROSO

E dopo l’Alabama voliamo più a sud, raggiungendo così il continente sudamericano e più precisamente il suo clima festante e al tempo stesso un po’ malinconico.

Non posso non includere in questa playlist il pezzo simbolo di questa nazione : la samba Aquarela do Brasil, scritta da Ary Barroso nel lontano 1939, che raggiunse l’apice del successo solo nel 1942 quando Walt Disney la inserì nella colonna sonora del film Saludos Amigos.

Dopo questo passaggio, il brano raggiunse popolarità a livello internazionale, tanto che nel 1957 fu registrata una versione inglese dal grande Frank Sinatra. Da allora è stata interpretata da moltissimi artisti in giro per il mondo.

WELCOME TO THE JUNGLE – GUNS ‘N ROSES

Badate bene, questa non è una canzone che richiama direttamente un posto in particolare nel mondo, ma ogni volta che le sue note risuonano non posso non immaginare quelle giungle tipiche del paesaggio del sud est asiatico che ho visto personalmente qualche anno fa in Malesia.

Una visione ed un’interpretazione del tutto personale certo, perché in realtà il riferimento della giungla cantata dai Guns’n roses è quella urbana. Pare infatti che una volta passeggiando per Seattle, un senzatetto iniziò ad urlare contro ad Axl Rose per intimorirlo ” Sai dove sei? Nella giungla, ragazzo, e morirai!” E da qui nacque l’intuizione musicale.

Curiosità: questo brano fu utilizzato dalle truppe statunitensi durante l’invasione di Panama del 1989 per infastidire Manuel Noriega che si era rifugiato nell’ambasciata vaticana.

Visto che Noriega detestava la musica rock, decisero di “bombardare” il suo nascondiglio diffondendo ad alto volume vari brani statunitensi, e la prima ed essere trasmessa fu proprio Welcome to the Jungle.

La versione ufficiale riporta invece che queste espediente venne utilizzato per evitare che i giornalisti potessero captare i dialoghi e i negoziati all’interno dell’ambasciata.

BACK IN THE USSR – THE BEATLES

La traccia musicale del quartetto di Liverpool appare nel White Album del 1968 e finì per scatenare una vera e proprio diatriba nel mondo politico: una cosa quasi scontata se si pensa che il periodo era quello della famosa Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia.

In questo clima di paranoia totale, i Beatles vennero addirittura accusati di essere filo comunisti per i numerosi riferimenti all’Unione Sovietica presenti nel testo.

In realtà  l’intento musicale del brano era per lo più ironico, facendo il verso ad un certo tipo di rock americano come quello di Chuck Berry o dei Beach Boys, mentre dal punto di vista del messaggio si potrebbe dire che americani e sovietici vengono presentati dai Beatles sullo stesso piano.

Come dirà poi Paul McCartney in un’intervista, i Beatles rimasero totalmente indifferenti a questa serie di accuse, dichiarando che il brano simboleggiava un abbraccio virtuale a tutta quella schiera di fan presenti oltre la cortina ed osteggiati dal Cremlino.

ANARCHY IN THE U.K. – SEX PISTOLS

Atterriamo ora nel Regno Unito con questo brano punk rock dei Sex Pistols.

Siamo nell’Inghilterra del 1976 e con questa canzone la band si schiera apertamente con la classe lavoratrice : è un vero e proprio manifesto anti sistema che incita alla protesta quella parte della popolazione più povera costantemente discriminata dalle decisioni del potere centrale.

E’ il Regno Unito che contrappone i suoi stupendi paesaggi di campagna agli scenari dei villaggi industriali operai e alle sue città dall’architettura un po’ cupa, ma intrisa di grande storia.

SOUS LE CIEL DE PARIS – EDITH PIAF

Restiamo in Europa, ma stavolta attraversiamo la Manica per esplorare una delle città più romantiche al mondo, ovvero Parigi.  E cosa c’è di meglio che rievocare la sua atmosfera bohemienne, i suoi edifici eleganti e le passeggiate lungo la Senna ascoltando la voce immortale della mitica Edith Piaf?

L’artista francese dei primi del Novecento, la cui grandezza artistica è stata purtroppo accompagnata da una vita oltremodo drammatica, ci ha regalato tanti successi tra cui la celeberrima La Vie en Rose.

Una delle sue canzoni che però maggiormente compie la magia di trasportarci per le strade della Ville Lumiere è senza dubbio Sous le ciel de Paris, che appunto per questo motivo viene considerata come il secondo inno nazionale francese.

CHINA GIRL – DAVID BOWIE

Le atmosfere asiatiche sono richiamate dal brano di David Bowie, scritto nel suo periodo berlinese insieme a Iggy Pop. Questo pezzo lo si deve proprio a quest’ultimo che, durante una delle sue notti brave, finisce per innamorarsi di una ragazza vietnamita. La canzone, scritta a quattro mani, finisce così nel suo album The Idiot, ma nel 1983 viene pubblicata anche la versione inedita di Bowie.

Scale musicali orientaleggianti per questa opera il cui video, girato nel quartiere Chinatown di Sidney, viene accusato di ritrarre gli stereotipi della donna orientale, mentre Bowie ha sempre dichiarato che in realtà quella non era altro che una presa di posizione contro il razzismo.

Fatto sta che il video viene censurato delle emittenti televisive di mezzo mondo, mentre Bowie e la modella orientale protagonista iniziano a frequentarsi anche al di fuori della vita professionale.

AUSTRALIA – THE KINKS

Dall’ Asia all’Australia il passo è breve ( si fa per dire..:) e così eccoci con la mente tra i suoi selvaggi paesaggi, tra i suoi sconfinati deserti, in cima alle spettacolari Blue Mountains oppure ad ammirare il tramonto seduti su una spiaggia paradisiaca ed isolata.

Se volete vivere o rivivere queste sensazioni ascoltatevi Australia dei The Kinks, un brano presente nell’album del 1969 Arthur(Or the Decline and Fall of the British Empire). In questo pezzo il personaggio immaginario di Derek cerca di convincere il padre Arthur delle grandi opportunità che l’Australia offre : una terra dove non c’è dipendenza da droghe e dove è possibile fare surf proprio come negli States. Come dargli torto.

E IN ITALIA?

VACANZE ROMANE – MATIA BAZAR

Non posso concludere questo viaggio sonoro senza rientrare a casa, in Italia, e più precisamente nella nostra capitale, Roma. Per farlo ho scelto il capolavoro del 1983 targato Matia Bazar, un brano capace di esprimere al meglio il fascino della città eterna grazie alla voce eterea di Antonella Ruggiero mixata ai suoni elettronici tipici degli anni ’80.

Questa canzone nostalgica richiama i tempi di una Roma passata, in un periodo non ben precisato, facendo riferimento sia all’omonimo film con Audrey Hepburn del 1953 che alla Dolce Vita di Federico Fellini.

Le sonorità retro’ e la malinconia velata che questo componimento trasmette, ci trasportano con la mente a quegli anni di spensieratezza, con l’augurio che quei tempi possano tornare il più presto possibile anche per noi.

CLICCA QUI SE VUOI ASCOLTARE QUESTA PLAYLIST SU SPOTIFY

 

 

 

 

Comments

  1. Fabio Rispondi

    Che bello questo articolo! Nella nostra compilation della Namibia c’era ovviamente anche la canzone dei Toto. Un brivido ogni volta… ?

    • Nicoletta Rispondi

      Africa è un must che non può mancare! adesso uno dei miei obiettivi è raggiungere quella cassa in mezzo al deserto:)

  2. elena Rispondi

    Ho apprezzato moltissimo questa tua playlist ed i tuoi consigli musicali… Alcuni brani non li conoscevo, quindi approfitterò di questo sabato pomeriggio casalingo per riascoltare bella musica e per conoscerne di nuova!

    • Nicoletta Rispondi

      Grazie Elena!

  3. Marilù Rispondi

    Ragazza sapevo che di te mi potevo fidare, i tuoi gusti sono infallibili e mi piace che spaziano e n’è hai davvero per ogni genere. Provo a fare una playlist e a capire se mi piacciono tutte insieme così ❤️ti aggiorno

  4. Elina Rispondi

    Le conosco tutte e ovviamente i Sex Pistols sono nel mio cuore ogni volta che metto piede in UK ma come del resto i Clash.
    Penso l’idea della playlist sia molto carina perchè magari in un prossimo viaggio o anche da casa ognuno di noi possa ascoltare delle canzoni che ad altre persone evochino viaggi e bellezze del nostro mondo.
    Grazie per la preziosa condivisione 🙂

  5. Valentina Rispondi

    Molto interessante questo articolo per viaggiare con la musica senza muoversi di casa! Ammetto che alcune di queste canzoni non le conoscevo proprio, andrò ad ascoltarle

  6. Samuele Rispondi

    Che figata.. È come fare il giro del mondo attraverso la musica e senza passaporto.. Adesso però voglio una playlist di 10 canzoni che parlano di ogni città d’Italia.. Accetti la sfida? 😀

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