MEET THE BLOGGER: Vi presento le Travel Therapists

Per la mia consueta rubrica che da’ spazio ad altri travel blogger è il turno di ospitare Marzia ed Elina, le creatrici di Travel Therapists.

Appassionate di viaggi, ma con un occhio di riguardo alla psicologia, uniscono questi due aspetti negli articoli del loro blog dando vita ad un progetto originale e sorprendente!

Con le mia domande approfondiamo la conoscenza dei loro gusti musicali e scopriamo qualcosa in più sul loro ultimo viaggio in Giappone!

INTERVISTA ALLE TRAVEL THERAPISTS

Durante i vostri viaggi on the road vi piace ascoltare musica? Solitamente preferite la radio o create una playlist da viaggio?

La musica è l’assoluta colonna sonora dei nostri viaggi on the road, sottolineando momenti, paesaggi e diversi stati emotivi che possono andare dall’entusiasmo alla sorpresa; dall’impazienza alla stanchezza, ma spesso sono le note su cui viaggia anche il nostro senso di libertà.

Elina ama ascoltare più la radio e scovare nuove chicche, mentre Marzia ama creare playlist (in particolare indie, punk e rock). Quindi siccome capita di stare in auto per svariate ore, alterniamo questi due modi di rapportarci alla musica.

Come saprete, a me piace abbinare ad ogni luogo una canzone… ora tocca a voi! Recentemente siete state in Giappone. Ditemi una canzone che associate a questo posto e perché.

Forse sarò un po’ banale, ma a me (Marzia) è venuta spesso in mente “Big in Japan” degli Alphaville. Non solo per il testo, ma per l’atmosfera del pezzo. In Giappone sembra che tu possa accedere ad ogni cosa, sei costantemente bombardato da mille luci, suoni, odori e grandezza.

E’ un paese dove chi finisce in copertina può avere tutto, ma ci si può sentire davvero trasparenti ed insignificanti, immersi in questa enorme moltitudine di stimoli. Per me, infatti, nonostante la bellezza, questo paese è attraversato costantemente da una velata malinconia che però non mette di cattivo umore, ma semplicemente ti allinea meglio con lo spirito del luogo.

Per me (Elina) la canzone colonna sonora del viaggio in Giappone è una vecchia canzone degli X Japan Endless Rain. È la prima canzone che mi viene in mente quando penso al Giappone.

L’idea di musica e Giappone da quando ero un’adolescente non è cambiata. Nonostante siamo entrate in tantissimi negozi di dischi come facciamo ovunque, se penso al Giappone non posso fare a meno di premiare questa band ormai scioltasi diversi anni fa.

travel therapists

Se doveste scegliere la colonna sonora della vostra vita, quale sarebbe?

La musica è talmente grandiosa e rappresenta una perpetua fonte di ispirazione. Per noi è praticamente impossibile stabilire una sola colonna sonora. In quanto esseri umani, siamo in continua evoluzione, come del resto la musica. Per Marzia, ci sono attimi passati sulle note dei Clash e di Sia; altri su Tchaikovsky o Mozart. Possiamo ascoltare anche De André, Brunori Sas; Francesca Michielin o Elisa.

Per Elina, le canzoni di alcuni gruppi in particolare rappresentano momenti importanti di vita: dai Backstreet Boys ai Placebo, dagli Evanescence ai Prozac+, dagli Him a Battiato per poi passare per i Ministri e Levante.

Insomma di tutto. Davvero: la colonna sonora della nostra vita, essendo legata alla vita stessa, porta tutte le sfumature dell’esistenza e delle emozioni. Per noi, potenzialmente, esiste un brano per ogni istante. E meno male!

Qual è il vostro genere musicale preferito? E quale città al mondo potrebbe rappresentare questo genere?

Amiamo molto Londra e qui si apre un mondo che va dal punk al rock. Come ti abbiamo detto, crediamo che chi ama davvero la musica non possa limitarsi ad uno o due generi. Certo, ci sono ritmi che risuonano meglio di altri con le proprie personalità e temperamenti, ma la musica è talmente meravigliosa che va amata in toto. La musica è salvifica.

Per me (Elina) il genere che mi rappresenta meglio e che mi ha cambiato la vita è il metal, soprattutto nel suo sottogenere symphonic.

Quali saranno i vostri prossimi viaggi del 2020?

Come sappiamo tutti, il Covid-19 sta trasformando le nostre vite. È un momento davvero triste ed anche se le cose miglioreranno, pensiamo che i prossimi mesi saranno un po’ incerti. Tuttavia avevamo pensato a maggio di attraversare la Francia, passando per i castelli della Loira.

E’ più probabile però che staremo nella nostra Italia e ci piacerebbe tornare in Basilicata. Questa estate è un’incognita anche se avevamo pensato di passare qualche settimana in Islanda. In autunno, fra le idee, c’era quello di tornare in Giappone per un paio di mesi e da li spostarci in Corea del Sud. Amiamo lavorare da là e portare tanti contenuti attinenti sul paese del Sol Levante.

Se volete scoprire di più sui viaggi delle Travel Therapists, seguite la seconda parte dell’intervista sul blog www.tusoperator.it


 

 

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