MILANO E LA GRANDE MUSICA: un itinerario a tema nel capoluogo lombardo

Un tour di Milano a piedi in zona centralissima alla scoperta dei luoghi della musica classica e dei personaggi che hanno reso la città meneghina uno dei punti di riferimento della lirica mondiale.


Nell’immaginario collettivo la città di Milano, più che per le sue bellezze artistiche, viene ricordata per essere il fulcro economico e finanziario del Paese, eppure tra le sue vie è possibile percorrere degli itinerari culturali che nulla hanno da invidiare ad altri luoghi.

Uno di questi è sicuramente il tour a piedi che coinvolge la parte centralissima della città e che ha come protagonista la musica classica, un elemento che ha consacrato Milano tra l’olimpo dell’opera lirica mondiale.

Piazza del Duomo

MUSICA CLASSICA A MILANO: ITINERARIO A PIEDI

In questo articolo vi propongo un itinerario di Milano nel cuore del suo centro storico: un percorso che si snoda in un raggio d’azione piuttosto limitato, ma che al tempo stesso tocca tutti i principali luoghi legati ai grandi nomi del panorama musicale.

Un giro adatto sia agli appassionati di musica classica, sia a chi vuole scoprire sotto nuova luce alcuni punti di interesse della città a cui magari in passato non ha dato il giusto peso storico ed artistico.

Come noterete dalle mie fotografie, ho deciso di affrontare il tour in orario serale per rendere il tutto ancora più suggestivo ed evocare alcune atmosfere quasi magiche che, con il caos della Milano diurna, sarebbero impossibili da vivere appieno.

Camminare in una città semideserta ( complice anche la situazione Covid) alla luce del crepuscolo, con i palazzi semi illuminati, ha facilitato la sensazione di tornare ai tempi in cui la città era in pieno fermento artistico e mi ha fatto sentire un po’ come il protagonista di Midnight in Paris, che la notte si ritrovava a passeggiare nella Parigi della belle epoque, facendo conoscenza con i grandi artisti del passato.

Se volete seguire questo consiglio romantico, ovviamente ricordate che, per via degli orari di chiusura, le visite agli interni aperti al pubblico andranno rimandate alla prossima occasione.

PALAZZO REALE

Il percorso parte da Palazzo Reale in Piazza Duomo, l’edificio proprio a fianco della Cattedrale.

Palazzo Reale, prima di diventare sede di mostre ed esposizioni, è stato per secoli il centro governativo della città e successivamente residenza reale asburgica, fino al 1917.

Il tour ha inizio proprio qui per il semplice fatto che Palazzo Reale ospitò il primo teatro stabile di Milano, risalente al 1594.

La storia del Teatro di Corte è stata piuttosto travagliata, ma probabilmente senza tutte le vicissitudini subite, la costruzione del Teatro alla Scala sarebbe stata ritardata di parecchio.

Il primo teatro all’interno del palazzo venne infatti distrutto da un incendio nel 1659 e per vent’anni nessuno si occupò della sua ristrutturazione, a causa di un periodo non troppo felice visto che in città imperversava la peste. Finalmente nel 1717, sotto la dominazione austriaca, si decise di renderlo nuovamente agibile oltre che di ingrandirlo, aggiungendo numerosi palchi ed un loggione.

Ma è durante il periodo degli Asburgo che il teatro ospita il primo nome degno di nota : un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart mette in scena il suo Ascanio in alba ed inizialmente viene chiamato come Maestro di Corte, tuttavia, per ragioni ancora oggi sconosciute, viene poi rifiutato dall’imperatrice Maria Teresa.

Durante i lavori di ristrutturazione di impronta neoclassica, nella seconda meta dell’Ottocento sotto la direzione di Giuseppe Piermarini, in teatro divampa un nuovo incendio. Visto i numerosi rischi si decide così di abbandonarlo definitivamente per costruire in separata sede il nuovo Teatro alla Scala, che diventerà il simbolo della lirica nel mondo.

Come accennavo prima, oggi Palazzo Reale, in collaborazione con i più importanti musei in Italia e nel mondo, organizza mostre d’arte ed è visitabile dal pubblico. L’accesso al cortile ed al giardino è libero.

Palazzo reale

GALLERIA VITTORIO EMANUELE II

Sul lato opposto di Palazzo reale, attraversando uno delle piazze più iconiche d’Italia( ovviamente nel frattempo non si può non dedicare più di uno sguardo e di uno scatto alla bellissima facciata del Duomo), si raggiunge la Galleria Vittorio Emanuele II.

Progettata dell’architetto Giuseppe Mengoni che, ironia della sorte, morì il giorno prima dell’inaugurazione cadendo da un ponteggio durante l’ultimo sopralluogo, la galleria è uno dei simboli di Milano oltre che sinonimo di eleganza.

Mosaici, stucchi e pregiate decorazioni ornano tutta la struttura che ospita un gran numero di negozi e locali.

Tra questi in particolare ce n’è uno che interessa il nostro itinerario tematico: il Savini.

Originariamente Caffè Gnocchi e poi Birreria Stocker, nel 1885 i locali vengono rilevati da Virginio Savini, diventando oltre che punto di riferimento della ristorazione milanese, anche un facoltoso circolo privato frequentato da artisti e letterati, a partire dal periodo della Belle Epoque fino a tempi più recenti.

Alcuni clienti di spicco? Hemingway, Charlie Chaplin, Henry Ford, Eleonora Duse, Filippo Marinetti ( che seduto su questi tavoli diventa leader del futurismo) e per stare in tema musica la divina Maria Callas.

La Callas, dopo le esibizioni alla Scala, era solita riservare il Tavolo 7 del Savini, collocato al primo piano davanti ad un’ampia vetrata con vista sulla galleria. La celebre cantante lirica si intratteneva qui con personaggi del calibro di Zeffirelli, Visconti e ovviamente con Aristotele Onassis.

Se volete immergervi totalmente in quest’atmosfera sognante ed ammirare gli arredi e i grandi lampadari di cristallo, potete fare una pausa accomodandovi ad uno di questi tavoli, magari ordinando un Divina, il cocktail preferito da Maria Callas, a base di erbe amare, ancor oggi presente sulla carta.

Sicuramente uscirete dal Savini carichi per affrontare il resto del tour, ma probabilmente con il portafogli un po’ alleggerito.

Interni della Galleria Vittorio Emanuele II
Ingresso del Savini

TEATRO DEI FILODRAMMATICI

Lasciata alla spalle la Galleria ci si ritrova al fianco di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ma il nostro percorso ci porta a costeggiare la piazza antistante per raggiungere un luogo che diede origine alla carriera di uno dei grandi nomi della musica classica mondiale: Giuseppe Verdi.

Qui a vent’anni, ancora studente, Verdi debuttò come direttore d’orchestra dei Debuttanti Filarmonici, una compagnia di semplici appassionati di musica, dirigendo il brano La Creazione di Haydn. Il successo fu tale che poco dopo fu chiamato a dirigere lo stesso concerto alla presenza del Governatore d’Austria, un evento che lo lanciò  definitivamente sulla scena musicale milanese.

Il Teatro, che praticamente è confinante con il celebre Teatro Alla Scala, è una delle più antiche istituzioni teatrali della città e negli anni ha visto avvicendarsi noti attori ed insegnanti tra i quali Carlo Porta, Ugo Foscolo e Cesare Beccaria.  Gli spettacoli si tenevano il venerdì, quando la Scala era chiusa.

Progettato dall’architetto neoclassico Luigi Canonica, è stato più volte rimaneggiato nel corso degli anni fino a diventare un edificio in perfetto stile liberty con le tipiche decorazioni floreali in stucco.

Ancora oggi è molto attivo sulla scena teatrale milanese proponendo tra le altre cose rivisitazioni contemporanee di grandi classici.

La facciata del Teatro dei Filodrammatici

TEATRO ALLA SCALA

Fate ora qualche passo indietro per ritornare sulla Piazza della Scala ed ammirare la parte frontale di uno dei palcoscenici lirici che il mondo intero ci invidia.

Il Teatro alla Scala prende vita dalle ceneri di un incendio, quello che interessò il Teatro Ducale (ex teatro alla Corte) situato nel Palazzo Reale di Milano. In seguito alla sua distruzione, l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria decise di farne costruire uno nuovo dall’architetto Piermarini sull’area su cui sorgeva la chiesa di Santa Maria della Scala.

Il 3 agosto 1778 i lavori terminarono e il teatro fu inaugurato con l’opera Europa Riconosciuta di Antonio Salieri.

Naturalmente il teatro vide delle trasformazioni nel corso dei secoli: pensate che inizialmente oltre a spettacoli lirici e teatrali, i palchi della Scala avevano proprietari ed affittuari che ne potevano disporre a loro piacimento, anche per feste private o gioco d’azzardo.

Verso la metà dell’Ottocento, in seguito a cambiamenti anche di carattere urbanistico, qui trovarono sede gli uffici della Ricordi, dalla quale passavano tutte le scelte di produzione artistica. Ed è proprio in questo periodo che La Scala cominciare a divenire quell’istituzione culturale che ancor oggi siamo abituati a riconoscere.

Il Loggione popolare ricavato nella struttura, fu quello a cui erano “affidato” il compito di decretare successi ed insuccessi delle prime e nessuno, nemmeno i grandi come Donizetti, Verdi o Puccini furono risparmiati. Al tempo stesso si stava scrivendo la storia della musica italiana anche sulla scena internazionale.

Oggi naturalmente il teatro è attivo e riveste ancora quel ruolo di prestigio. I suoi interni e i dietro le quinte sono visitabili tramite delle visite guidate.

Clicca qui se vuoi prenotare la tua visita guidata al Teatro alla Scala

La facciata del Teatro alla Scala

STATUA DI GIULIO RICORDI

Di fianco al celebre teatro si erge una candida statua dedicata all’editore Giulio Ricordi.

Posizionata da pochi anni in Largo Ghiringhelli, sotto le finestre di quello che era il suo studio e davanti al Museo della Scala, dove una volta sorgeva il grande negozio Ricordi, la statua celebra un uomo che fu un’istituzione dell’imprenditoria musicale milanese.

Piccolo, minuto ed elegantissimo Giulio Ricordi fu l’editore di grandi nomi come Verdi e Puccini, del quale era un grande estimatore, ed al tempo stesso fu anch’egli un artista musicale arrivando a pubblicare delle opere sotto lo pseudonimo Jules Burgmein.

Fermarvi un attimo qui significa rendere omaggio ad un talent scout d’altri tempi che certamente ha contribuito a far conoscere al mondo intero la musica dei più grandi artisti classici italiani.

La statua di Giulio Ricordi

LA CASA DI GIACOMO PUCCINI

Il tour a piedi di Milano prosegue nella via che affianca la Scala, ossia Via Verdi. 

Volgete lo sguardo in alto, perché proprio all’ultimo piano di uno di questi palazzi, più precisamente al civico 4, troviamo quello che fu l‘appartamento di Giacomo Puccini.

Trasferitosi a Milano da Lucca, Puccini cambiò diverse abitazioni in città fino a quando, dopo il successo ottenuto con la Tosca (1900) e la Bohéme riuscì a permettersi il grande attico nel Palazzo Talenti Fiorenza.

Il palazzo dalle origini quattrocentesche conserva ancora un paio di eleganti cortili bramanteschi (notevole quello al civico 6) con gli stemmi viscontei e il portico rinascimentale. La facciata invece è stata rimaneggiata in puro stile neoclassico e con una targa ci ricorda che questo fu il rifugio di Giacomo Puccini per quasi trent’anni.

Sempre nello stesso palazzo, ma al numero civico 2, all’angolo con Via Manzoni, sorgeva lo storico Caffè Cova, ritrovo di patrioti ed artisti, dove Verdi condivideva il tavolo con Puccini o Mascagni.

Purtroppo lo stabile è tutt’oggi di proprietà privata e non è visitabile all’interno.

Il palazzo in Via Verdi

CASA DI ALESSANDRO MANZONI

Dopo Via Verdi, ritornate su Piazza della Scala, ma stavolta lasciate Palazzo Marino alla vostra destra per giungere in Via degli Omenoni, dietro la Chiesa di San Fedele. La via è riconoscibilissima per la presenza della Casa degli Omenoni, uno storico palazzo del ‘500 sul quale sono scolpiti otto telamoni (grandi uomini) che rappresentano otto barbari sconfitti con le rispettivi stirpi alle quali appartengono.

In fondo a Piazza Belgioioso ecco apparire, con la sua facciata dai colori vivaci, la dimora milanese di uno dei più grandi romanzieri italiani.

Si può dire che Alessandro Manzoni nel corso della sua esistenza abbia vissuto in molte case, ma questa in Via Morone 1 è da considerare Casa con la C maiuscola. Vi starete chiedendo, però che c’azzecca la casa di uno scrittore con questo itinerario che ha la musica come protagonista.

Ebbene qui, dopo un proficuo scambio epistolare, avvenne lo storico incontro tra Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi entrambi legati da una profonda stima reciproca. Si vocifera che, nonostante la loro nomea e fama, tutti e due fossero agitatissimi prima di incontrarsi di persona.

Manzoni in questa casa ospitò tanti altri personaggi illustri in un’atmosfera vivace e frizzante dal punto di vista culturale. Se volete approfondire le opere e la vita milanese dell’artista non vi resta che visitare il museo ospitato all’interno dell’abitazione, oggi anche sede di una biblioteca con circa 38.000 volumi e del Centro studi Manzoniano.

Per informazioni ed orari di apertura consultate questo link.

La facciata della casa di Manzoni

IL GRAND HOTEL ET DE MILAN IN VIA MANZONI

In quella che, prima di essere intitolata allo scrittore, era chiamata Corsia del Giardino e definita una delle strade più lussuose d’Europa, sorge lo storico Grand Hotel et de Milan, una volta chiamato Albergo Milano.

Qui Giuseppe Verdi soggiornava ogni volta che si tratteneva in città ed in queste stanze compose moltissime delle sue opere, oltre che seguire la costruzione della casa di riposo dedicata ai musicisti.

L’albergo era all’avanguardia per l’epoca: era dotato di telegrafo e telefono, oltre che servito da uno dei primissimi ascensori idraulici Stiegler, ancora oggi in funzione.

Verdi era inoltre coccolato dal personale ed il proprietario, amante della musica, gli concedeva di suonare il pianoforte ad ogni ora del giorno e della notte. Al maestro era quasi sempre riservata la suite 105 situata al primo piano e composta da un salone e tre stanze.

Fu proprio in questa camera che Verdi spirò il 27 gennaio del 1901, dopo qualche giorno di agonia.

Vale inoltre la pena ricordare che su Via Manzoni si trova una delle case museo più belle d’Italia, la casa museo Poldi Pezzoli che custodisce una collezione di oltre 5000 tra oggetti ed opere d’arte di diverse epoche immersi in uno scenario magico.

Il Grand Hotel et de Milan

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Comments

  1. Daniele & Marilena Rispondi

    Davvero molto interessante Milano visto attraverso questo itinerario alla scoperta della musica classica.
    Hai fatto bene a scegliere di scattare le foto di sera poichè l’atmosfera che traspare dai tuoi scatti è davvero molto suggestiva e decisamente appropriata per il tour che hai scelto di raccontare!

  2. Fabio Rispondi

    Bello questo itinerario a piedi a Milano alla scoperta dei luoghi simbolo della musica classica! 🙂

  3. Paola / Fermo il tempo e viaggio Rispondi

    Molto interessante questo itinerario con la musica come filo conduttore!
    Ho vissuto a Milano per 3 anni e mi manca ogni giorno, quindi grazie di avermi fatto fare un giro, un po’ più particolare, di questa meravigliosa città!

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