BELGIO IN 10 GIORNI: il mio itinerario on the road

Alla scoperta del Belgio:cosa vedere seguendo il mio itinerario on the road di dieci giorni. Dalla natura incontaminata della Vallonia alle architetture fiabesche delle Fiandre, passando per le più famose abbazie custodi della tradizione birraia belga e per i luoghi scenario dei due grandi conflitti mondiali.


Sono sincera quando ho deciso di scegliere il Belgio come meta delle mio viaggio estivo non sapevo bene cosa aspettarmi.

Erano anni che pensavo di organizzare un tour per degustare le famose birre belghe d’abbazia, un weekend tra i canali di Bruges e Gent ed una toccata e fuga alla volta della Grand Place di Bruxelles, ma l’idea di raggruppare tutto questo in unico on the road di dieci giorni in Belgio sollevava in me parecchi dubbi.

Oltre alle mete più blasonate cosa vedere in Belgio per tutta la durata del mio viaggio? Sarei riuscita ad organizzare un itinerario sensato? Ma soprattutto: le mie aspettative sarebbero state soddisfatte oppure sarei rimasta delusa?

Domande che trovavano risposte man mano che mi documentavo, e più leggevo su questo Paese, più mi convincevo che quel viaggio sarebbe stato speciale.

Eppure il motivo principale per il quale una mattina di Agosto ho caricato la valigia, ho acceso l’auto e sono partita alla volta del Belgio, è proprio perché non sapevo bene cosa aspettarmi.

VISITARE IL BELGIO IN AUTO: COSA VEDERE IN 10 GIORNI 

L’itinerario in Belgio è stata una sorpresa: un viaggio tra i boschi della Vallonia e le architetture tipiche delle Fiandre, passando per alcuni dei luoghi più emblematici dei due conflitti mondiali.

Posti che rubano il cuore, che raccontano storie toccanti ed imprese eroiche, i cui nomi dei protagonisti sono impressi sui muri degli imponenti memoriali o sulle croci dei cimiteri militari disseminati in aperta campagna.

Un on the road di dieci tappe, una diversa per ogni giorno, escluso Bruges e Bruxelles dove mi sono fermata per due notti, un po’ perché le due città meritano più di semplice gita, un po’ perché dopo tutti questi continui spostamenti bisogna pur ricaricare le energie.

In questo articolo ho raccolto le principali cose da vedere e da fare in Belgio per organizzare un viaggio completo nel cuore dell’Europa geografica ed istituzionale.

>>DINANT : cosa vedere nella città patria del sassofono

La prima di tappa di questo viaggio non poteva che essere Dinant, capitale della Vallonia, nonché la prima grande città che si incontra entrando in Belgio da sud, seguendo il confine franco-tedesco.

Dinant è certamente una delle città più scenografiche del Belgio: adagiata sulle rive del fiume Mosella, il centro storico si sviluppa ai piedi delle scoscese pareti collinari, tanto che la sua cattedrale con il riconoscibile campanile a bulbo, sembra essere quasi un tutt’uno con la roccia alle sue spalle.

La città di Dinant è legata al nome di Alphonse Sax, inventore del sassofono. Sparse per il centro storico, ma soprattutto allineate sul panoramico ponte Charles de Gaulle, troverete tante colorate riproduzioni artistiche di questo strumento musicale che è anche il  simbolo della città. Non potete poi mancare la visita alla Maison Sax, il piccolo ma interessante museo situato proprio nell’edificio dove nacque Monsieur Sax.

Dinant è anche la sede di una delle birre più apprezzate al mondo : la Leffe, originariamente prodotta nell’Abbazia Notre Dame dell’omonimo quartiere della città.

Visitando la Maison Leffe, il museo della birra oggi ospitato nell’antico convento di Bethleem, si ha modo di conoscere la storia e tutte le caratteristiche di questa birra belga famosa in tutto il mondo. Oggi la Leffe non è più prodotta dai monaci come nei secoli scorsi, ma può continuare a fregiarsi del titolo di birra d’abbazia proprio per il suo trascorso storico.

Vista di Dinant dal fiume
Scorci di Dinant

>>BRULY DE PESCHE: il minuscolo villaggio che ospitò il Fuhrer

Scoperto un po’ per caso durante lo studio del mio itinerario in Belgio, questo piccolissimo villaggio situato a pochi km dal confine francese, è stato lo scenario di uno degli eventi più importanti della seconda guerra mondiale, eppure in pochi conoscono la sua storia.

Fu scelto infatti dal Fuhrer come quartier generale per pianificare l’invasione della Francia. Un’operazione tenuta segreta persino agli stessi abitanti che furono evacuati dalle loro case nel giro di poche ore senza sapere il reale motivo che gli sarà poi reso noto solo un anno dopo dal rientro nelle loro abitazioni.

Bruly de Pesche oggi è un museo a cielo aperto, visitabile in autonomia.

Dopo un breve video che illustra la storia del villaggio ai tempi della secondo conflitto mondiale con testimonianze e filmati dell’epoca, si segue il percorso indicato dai vari pannelli informativi situati in prossimità di ogni edificio: c’è la scuola, trasformata durante l’occupazione in un cinema di propaganda, la chiesa, il refettorio dei generali nazisti, il bunker in caso di attacco e persino il sentiero tracciato che Hitler percorreva in solitaria durante le sue passeggiate notturne.

Tappa imperdibile per gli amanti di storia e non solo.

>>L’ABBAZIA DI SCOURMONT: la casa della birra trappista Chimay

Dopo una full immersion nella storia, è la volta di una breve sosta in un altro punto di interesse storico del Belgio, che tuttavia ha tutt’altro sapore.

A una ventina di chilometri da Bruly de Peche, nei dintorni di Chimay, sorge infatti l’Abbazia di Scourmont, un posto che sicuramente sarà noto ai cultori della birra, perché luogo di produzione della birra Chimay.

I monaci dell’abbazia, che si insediarono qui a partire dal 1850, appartengono all’ordine cistercense della stretta osservanza e si ispirano a regole trappiste, dedicandosi esclusivamente al lavoro manuale e alla preghiera.

Ancora oggi qui si rispetta l’antica tradizione birraia trappista che può essere garantita in sole 14 abbazie nel mondo, di cui sei presenti sul territorio belga. Purtroppo i locali dedicati alla produzione della birra non sono visitabili, mentre l’accesso è libero alla chiesa, al piccolo cimitero dei monaci e al parco interno.

Dopo la visita all’Abbazia non c’è niente di meglio che degustare la Chimay assieme ad un bel piatto di formaggi, prodotti sempre in loco, nell’adiacente Espace Chimay che ospita anche un fornito shop.

Il parco all’interno dell’abbazia

>>MONS : la capitale culturale della Vallonia

Proclamata capitale della cultura nel 2015, la vallona Mons, poco distante da Charleroi, colpisce per il suo centro medioevale perfettamente conservato che ben si amalgama alle installazioni artistiche moderne e alle opere di street art disseminate per la città.

Il centro storico si sviluppa attorno alla Grand Place, la piazza principale della città animata da vari cafè alla moda e sulla quale si affaccia l’imponente Hotel de Ville, un bellissimo edificio gotico risalente al XV secolo che ospita il municipio. Ricordatevi che sul lato sinistro del suo portone d’ingresso è possibile scorgere una piccola statua in ferro raffigurante una scimmietta, la cui tradizione vuole che porti fortuna se gli si accarezza la testa con la mano sinistra.

A dominare la città dalla sommità della collina, con i suoi 87 metri di altezza, c’è il Beffroi ossia la torre civica costruita in stile barocco che vanta un carillon con 49 campane. Ci si può arrivare imboccando i suggestivi vicoli che si snodano dalla parte nord occidentale della Grand Place, attraverso i quali si raggiunge anche l’imponente cattedrale quattrocentesca, la Collégiale Sainte-Waudru, una delle chiese che più ho apprezzato in questo viaggio. Al suo interno è custodito il Car D’Or, uno stupefacente cocchio dorato riccamente decorato che una volta l’anno viene portato in processione con il sacro reliquiario

Se dopo tanta arte volete visitare qualcosa di curioso, allora recatevi al Mundaneum, creato nel 1918 da due avvocati con lo scopo di raccogliere tutto il sapere universale nei suoi archivi: una sorta di internet cartaceo racchiuso in tanti cassetti.

Lasciando Mons verso sud, vi consiglio una sosta nel piccolo villaggio di Cuesmes, a circa 3 km dal centro, per visitare la Maison Van Gogh, la casa dove il celebre artista olandese visse tra 1879 e il 1980 e dove scoprì il suo talento come pittore.

Scorci di Mons

>>YPRES: i luoghi della prima guerra mondiale in Belgio

Scavallando la Vallonia per entrare nella regione delle Fiandre, ho voluto fare una sosta a Ypres, prima di raggiungere in serata Bruges.

La storia di  Ypres è fortemente legata agli accadimenti del primo conflitto mondiale, poiché su questo territorio si svolsero ben cinque battaglie belliche, tra le più cruente che la storia ricordi. Addirittura ha prestato il suo nome al gas tossico utilizzato per la prima volta dall’esercito tedesco contro i nemici in uno di questi scontri , ossia l’iprite.

Oggi una gran quantità di musei, monumenti e memoriali sparsi per la città ricordano questi drammatici eventi.

Tra i tanti luoghi della memoria ho scelto di visitare In Flanders Field Museum ospitato all’interno del Lakenhalle, uno splendido palazzo situato sulla piazza principale, e il Menin Gate Memorial, costruito in un varco delle possenti mura della città ( conosciute con il termine di Ramparts).

Il primo è un vero e proprio viaggio informativo ed emozionale tra i fatti, i reperti, le testimonianze e le battaglie della prima guerra mondiale, reso ancor più dinamico dall’utilizzo dell’interattività ( all’ingresso viene consegnato un braccialetto che interagisce con numerose postazioni) ; mentre l’imponente memoriale ad arco, con impressi i 55.000 nomi di soldati britannici caduti a cui non è mai stata data sepoltura, dà l’idea di quanto queste terre siano state bagnate di sangue.

In Flanders Fields Museum
Menin Gate Memorial

>>BRUGES : cosa vedere nella piccola Venezia del nord Europa

Credo che Bruges non abbia bisogno di grandi presentazioni.

Meta molto gettonata, soprattutto durante il periodo natalizio, la famosa cittadina delle Fiandre evoca un’atmosfera fiabesca grazie alle sue architetture fiamminghe e ai suoi pittoreschi vicoli medievali.

Per visitare tutti gli splendidi scorci da cartolina e vivere appieno la sua essenza possono bastare due giorni.

Ecco cosa non perdere a Bruges durante la vostra permanenza:

  • il Markt o Piazza del Mercato : con le sue caratteristiche case appuntite è senza dubbio l’attrazione che attira più turisti. Una volta sedi delle corporazioni commerciali, oggi le variopinte casette che contornano parte della piazza ospitano vivaci caffè e ristoranti. Non scordatevi di assaggiare il waffle venduto al chiosco mobile: una vera goduria!
  • il Belfort: la tipica torre civica che campeggia sul Markt offre una spettacolare vista dall’alto. Dovrete solo affrontare i 366 scalini che vi separano dalla cima e durante la salita fermarvi ad ammirare gli ingranaggi del carillon che aziona le 47 campane.
  • la Basilica del Santissimo Sangue: da secoli questa chiesa, divisa in due cappelle, custodisce lo scampolo di tessuto usato per asciugare il sangue di Cristo dopo la crocefissione. Una reliquia preziosissima che ogni anno viene portata in processione il giorno dell’Ascensione per le strade di Bruges.
  • il Burg: su questa piazza, centro amministrativo e religioso di Bruges, si affacciano bellissimi edifici storici tra i quali il municipio gotico più antico del Belgio che ospita la stupefacente Sala Gotica.
  • il Begijinof: un luogo di assoluta pace, con le classiche abitazioni bianche, un tempo occupate dalle beghine, a perimetrare un curatissimo spazio verde. 

>>GENT: cosa vedere nell’altra Bruges

Non c’è Bruges senza Gent. Già perché quasi sempre le due città viaggiano in coppia, turisticamente parlando.

Se qualcuno mi chiedesse quale ho preferito tra le due non saprei rispondere. Simili per certi versi, come per la presenza del canale navigabile o di alcune caratteristiche costruzioni del centro storico, ma allo stesso tempo molto diverse sotto altri aspetti. Diciamo che se Bruges sa più di piccolo borgo medioevale, Gent si contraddistingue per essere più “città” nel vero senso del termine e per alcune atmosfere cupe che richiamano il gotico.

Ho esplorato il centro di Gent a piedi in una sola giornata, visto che i principali punti di interesse non sono distanti tra loro, come capita in quasi tutte le città belghe.

Gent (o Gand in Francese) ospita molti musei, importanti chiese come la Cattedrale di San Bavone ( al suo interno è custodito il capolavoro dei fratelli Van Eick, Il Polittico dell’agnello mistico) ed è intervallata da scenografici ponti che collegano le rive del fiume che scorre tra i suoi edifici.

Il miglior modo per assaporare l’atmosfera e ammirare i ricchissimi dettagli delle architetture di Gent è sedersi in uno dei caffè lungo il Graslei, la riva che costeggia il pittoresco canale oppure navigarlo con i vari tour in barca.

A bordo delle imbarcazioni avete modo di scoprire nuovi punti di vista e meravigliarvi davanti a certi scorci, come quello che rivela il Castello dei Conti di Fiandra.

Il canale di Gent
Il castello dei Conti di Fiandra e scorci di Gent

>>BRUXELLES: cosa vedere in due giorni nella capitale belga

Ovviamente il mio itinerario in Belgio non poteva essere esente dal visitare la sua capitale, Bruxelles.

Lo ammetto, sono partita con qualche pregiudizio nei confronti di questa città, forse perché non rientra nella lista nelle capitali europee più blasonate o forse perché la fama di altre cittadine come Bruges ha sempre un po’ offuscato la sua capitale.

Invece Bruxelles ha superato di gran lunga le mie aspettative e con il senno di poi mi sarei probabilmente fermata un giorno in più per esplorarla meglio.

Se invece come me avete a disposizione due giorni soltanto, ecco cosa non perdere a Bruxelles:

  • La Grand Place : in questa piazza patrimonio dell’Unesco ci sarei passata volentieri dieci volte al giorno per ammirarla con luci diverse, quelle tenui del mattino e quelle sfavillanti della sera. A dominare tutti gli altri edifici, una volta sedi delle corporazioni, è l’Hotel de Ville con San Michele sulla sua sommità.
  • L’Ilot Sacrè : proprio dietro alla Grand place si apre questo vivace dedalo di viuzze intasate di caffè, ristoranti e negozi. Dal 1960 questa parte si autogoverna rispetto al resto della città. Imperdibili le vetrine della Gallerie Saint Hubert che espongono cioccolatini e altre dolcezze belghe quasi fossero dei gioielli.
  •  Manneqin Pils: artisticamente non è certo una delle migliori statue in circolazione, ma il Bambino che fa pipì è fortemente carico di significato per gli abitanti, in quanto la leggenda racconta del piccolo Julien che fece la pipì sulla miccia di una bomba, salvando così Bruxelles dalla distruzione.
  •  Museo del cioccolato e Museo del fumetto: nel primo tutta la storia del cioccolato, dai suoi primi usi nelle popolazioni indigene all’importazione in Europa, il tutto presentato in maniera interattiva e giocosa (al termine si può assistere ad una dimostrazione del mastro cioccolataio); nel secondo i Puffi, Tintin, Lucky Luke e molti altri personaggi nati dalle matite dei  disegnatori belgi. Divertente anche solo scovare per la città i bellissimi murales ispirati a questi fumetti.
  • L’Atomium: situato alla periferia nord di Bruxelles, questa singolare struttura che riproduce un atomo gigante era stata costruita per l’Esposizione Universale del 1958 e poi è accaduto alla Torre Eiffel, non venne più smantellata. Salendo nelle sfere, grazie ad un sistema di ascensori e scale mobili, si può godere di una bella vista panoramica e assistere a mostre o spettacoli di luce a tema futuristico.
  • il Quartiere Europeo: se volete spingervi un po’ più a est del centro storico potete imbattervi in tanti dei palazzi che sentiamo quasi quotidianamente nelle rubriche politiche di tv e giornali. Qui infatti hanno sede la Commissione Europea, ubicata nell’edificio Berlaymont, il Parlamento europeo, il Consiglio dei ministri e il Consiglio Europeo.
La Grand Place di sera
Scorci di Bruxelles
Il Mannequin Pils

>>LEUVEN: la città universitaria del Belgio

A 20 Km a est di Bruxelles, sorge Leuven ( Lovanio in italiano) una vivace città, sede di una delle più antiche università cattoliche del mondo, fondata nel 1425.

Il suo piccolo centro storico, visitabile tranquillamente a piedi, è ricco di edifici storici, come lo splendido municipio del XV secolo in stile gotico brabantino, di ristoranti che popolano le viuzze e la piazza rettangolare del vecchio mercato e di pub dove degustare buona birra.

Manco a dirsi anche Lovanio infatti è nota per la produzione di questa bevanda, sia a livello industriale ( qui ha sede lo stabilimento della Stella Artois) sia artigianale.

Leuven non ha nulla da invidiare alle altre città belghe e la presenza di oltre 30.ooo studenti la rende estremamente giovane pur essendo inserita in un contesto storico di tutto rispetto.

Nei dintorni di Leuven, e più precisamente dispersa tra le campagne del comune di Tielt Winge, c’è poi un’attrazione davvero curiosa da fotografare: la Vlooybergtoren , ovvero una scalinata che porta dritta verso il cielo e che sembra sfidare la legge di gravità. Alta quasi 12 metri, la torre di avvistamento offre una bellissima vista su tutta l’area circostante.

Per raggiungerla impostate Google Maps con il nome dell’attrazione e non fatevi spaventare dalla strada sterrata. Una volta arrivati con l’auto avrete modo di parcheggiare ai bordi dei campi di granoturco.

Il centro storico di Leuven
La torre di avvistamento Vlooybergtoren

>>ABBAZIA DI NOTRE DAME D’ORVAL: un monastero tra antiche rovine e tradizioni 

Il mio on the road non poteva terminare senza vedere uno dei luoghi più suggestivi del Paese: la bellissima Abbazia di Orval, custode insieme a Chimay di un altro tassello della tradizione birraia trappista.

La produzione avviene in un edificio all’interno del complesso monasteriale, ma visitarlo non è semplice perché viene aperto al pubblico solo pochi giorni l’anno.

Quella che invece è sempre accessibile ai visitatori è tutta l’area del monastero: acquistando un unico biglietto avrete accesso alle affascinanti rovine dell’abbazia medievale risalente all’anno 1132, al Museo Farmaceutico con tanto di ricostruzione di antico laboratorio di farmacia e al Museo Monastico.

Per visitare invece la parte  più recente dell’abbazia, costruita nel 1926 sulle fondamenta del monastero distrutto durante la Rivoluzione Francese, vi consiglio di chiedere in biglietteria perché gli orari di ingresso variano a seconda delle funzioni religiose.

A finegiro è possibile poi acquistare birra, formaggi, souvenir e cartoline nel piccolo negozio in loco.

L’abbazia ricostruita nel 1926
Le rovine della vecchia abbazia medievale

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Comments

  1. Fabio Rispondi

    Che bello questo itinerario del Belgio di 10 giorni! Mi è venuta voglia di tornarci per visitare qualcuna delle zone in cui non sono ancora stato 🙂

  2. Daniele & Marilena Rispondi

    Non abbiamo mai preso in considerazione questa zona dell’Europa per organizzare un viaggio ma dobbiamo dire che questo tuo itinerario di 10 giorni alla scoperta del Belgio ci ha permesso di scoprire alcuni luoghi davvero molto interessanti! Un bel giro tra edifici storici e abbazie il tutto annaffiato con ottima birra belga!

  3. anna Rispondi

    Confesso che anche io non ho mai pensato ad Belgio per un viaggio itinerante di 10 giorni. Sono stata diverse volte in Belgio visitando in ciascuno posti divesi Bruges, Gent, Bruxelles, Anversa e Liegi. Tra i posti che hai visitato quello che mi attira di più è Dinant – direi davvero una bella scoperta!

  4. Valentina Rispondi

    In questi giorni stavamo proprio pensando alle vacanze estive. Una settimana probabilmente andremo al mare con alcuni nostri amici, ma l’altra settimana/10 giorni vorremmo fare qualche on the road in Europa e il Belgio mi sembra un’ottima idea! Bellissimo il tuo itinerario

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