PUB DI EDIMBURGO: STORIE E PERSONAGGI

Se dovessi fare una classifica delle città più misteriose e dark d’Europa sicuramente Edimburgo si aggiudicherebbe il primo posto, sia per il fascino tetro che i suoi austeri edifici gli conferiscono, sia per la quantità di storie e leggende ambientate tra i suoi vicoli e i suoi storici pub.

Proprio moltissimi di questi celebri locali della Old Town sono stati lo scenario di  avvenimenti macabri, mentre altri hanno semplicemente preso il nome dai protagonisti di questi racconti, quasi a voler tramandare di generazione in generazione, personaggi  e storie in bilico tra leggenda e realtà.

Scopriamo insieme alcuni dei pub più famosi di Edimburgo e le loro storie

MAGGIE DICKSON’S PUB

Maggie Dickson Pub Edimburgo

Questo pub prende il nome da Maggie Dickson, una donna che visse ad Edimburgo nel XVIII secolo, conosciuta meglio come La mezza impiccata.

Maggie aveva una relazione clandestina con il proprietario della locanda in cui lavorava e dopo poco rimase incinta. A quei tempi essere in gravidanza senza essere sposata era quasi peggio che essere fedifraga, così la donna per non macchiarsi la reputazione e per non perdere il lavoro, decise di tener nascosto il fatto di essere in dolce attesa e di partorire in gran segreto.

Purtroppo il bimbo morì subito dopo il parto e Maggie decise di liberarsi del corpicino gettandolo nel fiume, ma venne scoperta, processata ed infine condannata a morte perché ritenuta colpevole di omicidio.

L’ impiccagione avvenne in Grassmarket, dove avvenivano tutte le esecuzioni capitali, ma mentre Maggie veniva portata via per essere seppellita, incredibilmente si risvegliò.

La cosa assurda fu che in Scozia la legge non prevedeva che si potesse essere giustiziati due volte e così la donna sopravvisse per altri 35 anni.

In realtà pare che Maggie fosse molto “amica” dell’artigiano che fabbricava le corde utilizzate dal boia. Come si suol dire, un favore tira l’altro.

THE LAST DROP PUB

The Last drop pub Edimburgo

Sempre in Grassmarket si trova un altro locale di grande valenza storica e simbolica : The Last Drop, l’ultima goccia.

Dalla fine 1400 Grassmarket era la sede del mercato principale di Edimburgo, nonché zona di taverne e locande per commercianti e viandanti, ma tra il 1661 e il 1784, questa piazza si trasformò nel luogo adibito alle pubbliche esecuzioni. In questi anni finirono sulla forca delinquenti, assassini e più di 100 presbiteriani che si opponevano all’avvento dell’anglicanesimo in Scozia.

Il locale sorgeva proprio a pochi passi dal patibolo e l’ultima goccia simboleggiava sia l’ultimo sorso concesso ai condannati a morte, sia l’ultima loro caduta attraverso la botola dell’impalcatura.

Effetto macabro assicurato.

THE WHITE HART INN PUB

The White Hart Inn Pub Edimburgo

La locanda prende il nome da un evento miracoloso che ebbe luogo a Edimburgo nel 1128.

Il re scozzese David I, contro il consiglio del suo sacerdote, decise di andare a caccia in un giorno di festa, ma ad un tratto si imbatté in un enorme cervo bianco che non appena si accorse della minaccia, lo disarcionò dal suo cavallo. Il cervo si rivolse immediatamente al suo inseguitore e il re David cominciò a pregare freneticamente Dio per la sua salvezza.

Si racconta che una croce infuocata apparve tra le corna del cervo prima che sparisse alla vista. Un riconoscente re David costruì un santuario sul luogo del miracolo, fondando l’Abbazia di Holyrood, la cui rovina può essere vista oggi nella parte posteriore del Palazzo di Holyrood.

Questa l’origine del nome..

E la clientela del locale?

A inizio ‘800 tra i clienti più affezionati del White Hart Inn  c’erano William Burke e William Hare, due famigerati serial killer che adescavano clienti per poi ucciderli nei loro alloggi allo scopo di rivendere i cadaveri al Dottor Knox della Edimburgh Medical School.

A quell’epoca infatti, la capitale scozzese era un importante centro per lo studio dell’anatomia umana ed il mercato dei cadaveri rappresentava un facile guadagno per molti, compreso i nostri due “amici” che decisero così di procacciarsi la materia prima senza intermediari per un anno intero.

Dopo essere stati scoperti e condannati, a William Hare fu offerto l’immunità giudiziaria in cambio della sua testimonianza contro Burke, considerato la mente del malefico duo.

Burke fu così condannato all’impiccagione la mattina di Natale del 1828 ed il giudice dispose che il suo corpo dovesse essere dissezionato all’Edinburgh Medical College dopo la sua morte.

Ancora oggi il suo scheletro è esposto a al Museo di Anatomia insieme alla sua maschera mortuaria e un libro fatto con la sua pelle.

A dir poco raccapricciante … ancor di più se  c’è chi sostiene di vedere impressi i volti sorridenti dei due assassini sulle travi del White Hart Inn.

GREYFRIARS BOBBY PUB

Greyfriars Bobby Pub Edimburgo

Il locale, situato su Candlemaker Row, è dedicato a Bobby che da oltre 160 anni è il cane più famoso della città di Edimburgo, diciamo una sorta di Hakiko scozzese in versione skye terrier.

Il proprietario di Bobby era un certo John Gray, guardiano notturno della città che morì nel 1858 per tubercolosi.

Il cane, fido compagno di John da circa due anni, partecipò alla sepoltura del suo padrone nel cimitero di Greyfriars e da lì praticamente non se ne andò più, nonostante i tentativi del custode di cacciarlo, visto che gli animali non erano ammessi nei luoghi sacri.

Tuttavia, vista l’insistenza di Bobby, gli abitanti del quartiere ed il custode, inteneriti dal comportamento del fedele cagnolino, decisero di costruirgli un rifugio nel cimitero e di prendersi cura di lui quotidianamente.

Bobby rimase fedelmente a proteggere la tomba del suo padrone per altri 14 anni fino al giorno della sua morte, il 14 gennaio del 1872.

Venne seppellito a soli 75 metri da John ed ancora oggi la sua lapide è meta di pellegrinaggio da parte di turisti ed abitanti della città, mentre la sua statua, posta di fronte al locale, è uno dei monumenti più fotografati di tutta la Scozia.

DEACON BRODIE’S TAVERN

Deacon Brodie's Tavern pub edimburgo

Lo sapevate che Dottor Jekill e Mr. Hide hanno a che fare con Edimburgo?

Pare infatti che lo scrittore Robert Louis Stevenson si sia ispirato ad un personaggio realmente esistito e vissuto qui nel XVIII secolo per scrivere il suo celebre romanzo.  E la locanda in questione, situata su Royal Mile, prende il nome proprio da questa persona, tale William Brodie, meglio conosciuto come il Diacono Brodie.

E secondo voi come morì il protagonista della nostra storia?

Ovviamente giustiziato.  Di giorno infatti Brodie era uno stimato artigiano e pure un politico attivo, mentre di notte si trasformava in uno scassinatore.

Dotato di una doppia personalità o forse solo di una grande astuzia, il diacono in questione, grazie al suo lavoro diurno, aveva competenze su meccanismi di sicurezza e serrature nonché frequentazioni borghesi visto il suo incarico come presidente della Corporazione di falegnami e scarpellini.

Questi elementi gli permisero così di agire indisturbato per parecchio tempo, intrufolandosi a rubare nelle case dei benestanti, finché non venne tradito dal suo complice.

THE WORLD’S END PUB

The World's End pub edimburgo

Forse uno dei pub più famosi di tutta Edimburgo, il World’s End deve il suo nome al fatto che appena fuori la sua facciata, si ergevano le porte e le mura della città che segnavano il confine tra “dentro” e “fuori”.

Qui non c’è una storia macabra da raccontare o un assassino seduto al bancone del bar, ma non per questo trovo meno inquietante il fatto che moltissimi abitanti della vecchia città di Edimburgo abbiamo vissuto la loro intera esistenza dietro quel muro, senza mai mettere il naso all’esterno.

Per loro raggiungere quest’incrocio di High Street significava arrivare alla fine del mondo. Brividi.

SOUNDTRACK : MICHAEL JACKSON – THRILLER

Se vuoi un’idea di itinerario per 3 giorni ad Edimburgo clicca qui—>

COSA VEDERE IN 3 GIORNI A EDIMBURGO 

Comments

  1. Fabio Rispondi

    Grande Nico! La prossima volta che ci vado mi porto una stampa 🙂

    • Nicoletta Rispondi

      Ma quante volte ci vuoi andare ad Edimburgo? :))

  2. Valentina Rispondi

    Non sono mai stata ad Edimburgo ma mi piacerebbe tanto e una delle cose che mi affascina di più sono proprio i suoi pub. Non sapevo nascondessero tutte queste storie e leggende, interessantissime!

    • Nicoletta Rispondi

      Edimburgo è bellissima e nasconde un sacco di storie e leggende! e il tour dei suoi pub storici è d’obbligo anche solo per bersi qualcosa

  3. anna Rispondi

    Mi sono innamorata di questo articolo 🙂 Sono stata in diversi di questi pub, ma non conoscevo per alcuni la storia…o avevo bevuto troppe birre per ricordarla. Terrò questa mini-guida-pub per la prossima gita ad Edimburgo 🙂

    • Nicoletta Rispondi

      Grazie Anna! Effettivamente con la buona birra che servono è difficile poi ricordarsi tutto:)

  4. Marilu Rispondi

    I pub ad Edimburgo sono tanti e diversi tra loro sia per l’ambiente che per il tipo di clientela, ma secondo me molti meritano una visita sia per le specialità che e sperimentarne l’atmosfera.
    Mi piacciono le storie di questi e in un paio ci sono anche andata!

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