ITINERARIO DELTA DEL PO: cosa vedere sull’Isola della Donzella

Un itinerario lento alla scoperta della parte veneta del Delta del Po: cosa vedere sull’Isola della Donzella e i suoi dintorni, una terra dove l’unica protagonista incontrastata è la natura selvaggia.


Forse non lo sapete, ma al mondo i delta dei fiumi sono pochi ed uno dei più belli e caratteristici si trova proprio nel nostro Paese.

Il Delta del Po si estende su un’area piuttosto ampia che comprende parte della regione Veneto e parte dell’Emilia: due zone confinanti che conferiscono al territorio la denominazione di Delta Veneto a nord e Delta Ferrarese sul confine sud.

Il paesaggio che si può ammirare qui, dove fiume e mare si uniscono in questo grande abbraccio ramificato, è impressionante.

Lagune, sacche, canali e vasche, naturali ed artificiali, fanno parte di un’ecosistema particolare che permette lo sviluppo di una flora e una fauna che non si trovano in altri ambienti.

Le regole qui sono scombinate: le strade a tratti scorrono sotto gli argini dei fiumi e quindi non è raro che vi troviate ad un livello più basso di quelli che sono i derivati del Po che, prima di gettarsi in mare, allarga il suo braccio sprigionando tutta la sua linfa vitale.

Scorcio del Delta del Po

>>VISITARE IL DELTA DEL PO IN BICI: cosa vedere sull’Isola della Donzella

Delimitata da tre grandi rami del fiume, l’Isola della Donzella è una delle aree più suggestive ed incontaminate del Delta del Po veneto.

Destinazione ideale per gli amanti della bicicletta per la presenza di numerosi itinerari naturalistici e per chi è alla ricerca di qualche giorno di pace a stretto contatto con la natura.

Il paesaggio è un susseguirsi di argini, strade campestri e lidi selvaggi, con la brezza marina e i pochi suoni della campagna incolta a fare da sottofondo.

>>ITINERARIO DELTA DEL PO IN BICI: mappa isola della Donzella

In questo articolo vi suggerisco un itinerario sul Delta del Po da percorrere in sella alla vostra bicicletta che vi permetterà di esplorare alcune suggestive aree del Polesine, nei pressi di Porto Tolle, sull’Isola della Donzella.

Prendetevi una giornata intera per assaporare con lentezza i suoni e i silenzi offerti da madre natura e i magnifici scorci di questo territorio, unico nel suo genere.

>CA’ TIEPOLO E PORTO TOLLE: pedalare lungo gli argini del Po di Gnocca

Il nostro itinerario in bici parte da Ca’ Tiepolo, una volta abitato dalle nobili famiglie veneziane del Delta del Po, oggi frazione del comune di Porto Tolle.

Porto Tolle è definito comune sparso, perché si trova racchiuso tra il Po di Gnocca e quello di Maistra oltre ad essere tagliato a metà dal Po di Venezia, quindi il suo territorio si spande sui tre isolotti che derivano da questa particolare conformazione geografica.

Partendo da Ca’ Tiepolo si percorre per un lungo tratto il Po di Gnocca verso sud, costeggiando gli alti argini che proteggono questo territorio dalle inondazioni, visto che tutta la zona si trova mediamente a 2 metri sotto il livello del mare.

Con una piccola deviazione, poco prima della località Gnocca, abbandoniamo il corso del fiume e i tipici casolari per addentrarci nella campagna del Polesine, direzione Oasi Ca’ Mello.

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>OASI CA’ MELLO: dove vedere i campi di lavanda sul delta del Po veneto

Oasi Ca’ Mello è un’area naturalistica paludosa che si estende su circa 40 ettari e che conserva un’importante biodiversità.

Una volta qui scorreva il vecchio tratto del Po che sfociava direttamente nella Sacca degli Scardovari ed oggi i segni di questa trasformazione del paesaggio si possono ammirare pedalando o passeggiando tra i suoi canneti e le numerose varietà di piante acquatiche.

La zona è poi particolarmente indicata per il birdwatching: con il giusto appostamento e un po’ di pazienza si possono avvistare aironi, gallinelle d’acqua, cannaiole, anatre e molte altre specie tipiche del paesaggio paludoso.

Ma le sorprese non finiscono qui perché quest’area è anche nota per un’altra attrazione da non perdere: se passate di qua nel mese di giugno non perdetevi il lavandeto di Ca’ Mello, un esteso campo di lavanda ad ingresso gratuito che è uno spettacolo per gli occhi e l’olfatto!

Unica regola, non camminare tra i filari, ma solo lungo il perimetro.

Infine non dimenticate di fare un salto al Centro Visitatori, ospitato in una delle tipiche abitazioni contadine e sede di una mostra permanente sulla storia dell’oasi.

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Il campo di lavanda di Ca’ Mello

>SACCA DEGLI SCARDOVARI: dove vengono coltivate le vongole sul delta del Po

Uno dei paesaggi più caratteristici del delta del Po è la Sacca degli Scardovari, il più vasto ecosistema lagunare del delta.

Si tratta di un ampio bacino, separato dal mare da lidi sabbiosi e racchiuso tra il Po di Gnocca e il Po della Tolle, dove l’acqua dolce del fiume incontra quella salata del mare.

Le particolari caratteristiche idrogeologiche della sacca rendono questo ambiente particolarmente favorevole alla coltivazione di molluschi (vongole, cozze e ostriche), che rappresenta l’attività economica più importante di questo territorio.

A render ancor più suggestivo questo paesaggio ci pensano poi le tante cavane (capanni dei pescatori costruite su palificazioni) che si susseguono lungo tutto il suo perimetro.

Se attraversate la sacca degli Scardovari in bicicletta ricordatevi di evitare le ore più calde, perché qui l’afa si fa sentire e se il tempo ve lo consente tornateci al tramonto per assicurarvi un vero spettacolo.

Marina di Porto Tolle
Le cavane della Sacca degli Scardovari

>SPIAGGIA DELLA BARRICATA: dove fare il bagno in un’oasi naturale nel Parco del Delta del Po

Situata in un contesto unico, questa immensa spiaggia di sabbia fine e dorata, è lunga circa 3 Km e per raggiungerla è necessario attraversare un suggestivo ponte mobile girevole costruito sul Po di Tolle.

Superato il porticciolo ci si ritrova su una lingua di terra racchiusa tra acqua dolce e salata, che fa della spiaggia della Barricata, un luogo ideale per chi cerca pace e silenzio in riva al mare.

Nonostante sia libera la spiaggia è attrezzata con vari punti ristoro, docce gratuite e un bar che noleggia ombrelloni e lettini.

Se non vi accontentate di un pranzo volante potete sempre ripiegare sui succulenti piatti di pesce del Ristorante Barricata, poco distante dalla spiaggia.

La lunga e sabbiosa spiaggia della Barricata

>>COSA VEDERE NEI DINTORNI DELL’ISOLA DELLA DONZELLA

> IL PONTE DI BARCHE DI GORINO

I ponti di barche, ossia realizzati tramite imbarcazioni unite tra loro, sono rari da trovare, ma in questa zona fortunatamente alcuni sono scampati all’inevitabile avanzata del progresso.

Uno dei più conosciuti è sicuramente quello che unisce Gorino Veneto da Gorino Ferrarese: un pugno di case, una chiesa ed appunto il ponte di barche, costruito nel 1979, guardato a vista dal suo custode.

Lo potete attraversare a piedi, in bici ed anche in auto, ma in questo ultimo caso lo dovete percorrere a passo d’uomo per non rovinare le già precarie assi di legno che sembrano spezzarsi ad ogni passaggio, oltre che la tenuta mentale del custode che non esiterà ad inveirvi contro ad ogni passo falso.

Il passaggio in auto, moto e camper è a pagamento.

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Il ponte di barche di Gorino

>ABBAZIA DI POMPOSA: visitare un capolavoro in arte romanica 

Scavallando in Emilia Romagna, nel comune di Codigoro in provincia di Ferrara, si erge un antico complesso religioso in arte romanica, fatto costruire per volontà dei monaci benedettini e consacrato nell’anno 1026.

All’interno della chiesa di Santa Maria, adiacente al particolare campanile a punta, spiccano i bellissimi affreschi di ispirazione giottesca e un bel pavimento a mosaico.

Sul lato opposto appaiono invece il refettorio, il chiostro, il palazzo della Ragione e il Museo Pomposiano.

Biglietto feriali (martedì-sabato): intero € 5,00
Biglietto festivi: dalle ore 8.30 alle 10.30 entrata gratuita della chiesa e fino alle ore 12.00: € 1,50
Dalle ore 12.00 alle 19.30: € 3,00

La facciata dell’abbazia

>COMACCHIO: cosa vedere nella piccola Venezia del delta del Po

Comacchio è una piccola città lagunare emiliana sviluppata tra terra e acqua.

Il suo centro storico attraversato dai canali e le geometrie degli edifici storici che vi si affacciano, la rendono una meta imperdibile per chi cerca il fascino delle cittadine in cui storia e tradizioni marinare (qui legate soprattutto all’allevamento dell’anguilla) si uniscono.

Il suo simbolo è il celebre Trepponti, ben visibile dal Ponte degli Sbirri (che deve il suo nome alla vicinanza con le vecchie carceri) , ma sono molti i punti di interesse che meritano uno sguardo:

  • il Porticato dei Cappuccini: una suggestiva sequenza di 142 archi sorretti da altrettante colonne che conduce al santuario dedicato a Santa Maria in Aula Regia
  • l’ottocentesco Palazzo Bellini: un grande ed elegante edificio a due piani che spicca per le architetture dei suoi esterni e che testimonia l’importante passato commerciale di Comacchio
  •  l’Antico Ospedale degli Infermi: capolavoro di neoclassicismo inaugurato ad inizio Ottocento e rimasto in attività fino agli anni ’70
  • la Manifattura dei Marinati all’interno del quale è possibile visitare la Sala dei Fuochi con 12 camini, il luogo dove venivano cotte le anguille prima della marinatura.

Ovviamente per la vostra sosta pranzo vi consiglio di accomodarvi in uno dei tanti ristoranti del centro storico per assaggiare la famosa anguilla marinata, che ancora oggi viene preparata secondo l’antica ricetta tradizionale nei locali della Marinata.

Uno dei canali di Comacchio

>>DOVE DORMIRE SULL’ISOLA DELLA DONZELLA: alloggiare in un ex fortino della Serenissima

Se state cercando un posto dove dormire per visitare l’Isola della Donzella e i suoi dintorni, non posso che suggerirvi La Tenuta Goro Veneto, sia per la sua posizione ( sarete circondati dalle rive dei canali in aperta campagna), sia per il trascorso storico di questa struttura.

Questo agriturismo con servizio di b&b è infatti ospitato all’interno di ex fortino della Serenissima del 1730, trasformato poi in casa padronale.

Al suo interno tutto sa di storia: dal mobilio, agli ambienti con le tipiche rifiniture in legno massello, fino alla bellissima sala colazioni ricavata in quella che una volta era la cucina padronale. Ovviamente non mancano tutti i comfort dei nostri tempi, compresa una bellissima piscina esterna.

Controlla qui prezzi e disponibilità di Tenuta Goro Veneto

L’Agriturismo Tenuta Goro Veneto

 

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Comments

  1. Fabio Rispondi

    Sono anni che vorrei visitare il Delta del Po e un giro in bici ci starebbe sicuramente bene. Non sapevo ci fossero così tante cose da vedere nel Polesine!

  2. Daniele & Marilena Rispondi

    Comacchio, la Sacca degli Scardovari e le sue famosissime ostriche e soprattutto il ponte di barche sono luoghi che abbiamo già avuto la fortuna di visitare, ma non sapevamo che ci fossero ancora così tante tappe da poter inserire all’interno di un itinerario alla scoperta del Delta del Po!
    Sicuramente un’idea interessante per un weekend primaverile!
    Come al solito grazie per queste preziose informazioni!

    • Nicoletta Rispondi

      Sì è una zona davvero ricca di cose da fare e da vedere ! Ottima per un weekend di primavera!

  3. Valentina Rispondi

    Sono stata in vacanza nel Delta del Po qualche anno fa, una zona davvero affascinante! Non avevo mai pensato di girarla in bici ma effettivamente è una buona idea per la prossima volta… grazie per i consigli! Un itinerario davvero completo

    • Nicoletta Rispondi

      Sì in bici si raggiungono dei paesaggi che altrimenti si farebbe fatica a visitare!

  4. Fabio Rispondi

    Mi ha sempre incuriosito il Delta del Po e girarlo in bicicletta mi sembra un’ottima idea! Magari, dopo aver visto come era andata a te, mi porterò la crema solare! Ahahah!

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